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Programma partecipato

Elezioni amministrative 3 - 4 Ottobre 2021
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La città del Sele

Un progetto politico di Area Vasta che ha l’obiettivo di valorizzare la Piana del Sele per uno sviluppo omogeneo e coerente di tutti i settori nevralgici della nostra città: Ambiente, Agro-Alimentare, Cultura e Sicurezza. È fondamentale, infatti, che le città di questa grande area della provincia di Salerno mettano insieme le loro risorse e intelligenze, così da poter accrescere e migliorare lo status quo, che deve comprendere la biodiversità, i prodotti dell’agro-alimentare, la tutela ambientale e la sicurezza.

Eboli 3.0 - La città in comune

Eboli 3.0 LA CITTA’ IN COMUNE è una lista improntata al coinvolgimento delle migliori professionalità della nostra città e volta alla valorizzazione del mondo associazionistico e culturale. È nata durante la campagna elettorale del 2015 con l’obiettivo, da una parte, di immaginare la Eboli dei decenni FUTURI, con una prospettiva chiara e coerente con la Piana del Sele e dall’altra di essere un contenitore innovativo per le energie professionali del nostro territorio. Infatti, oggi è fondamentale creare un luogo in cui possano emergere idee e visioni nuove per la nostra città, che permettano, senza voltarsi indietro, di guardare al presente per un futuro migliore.

Uniti per il territorio

È una lista che si prefigge come obiettivo quello di coinvolgere i cittadini di tutti i quartieri e le periferie della nostra città, cosicché possano essere rappresentate le istanze provenienti da tutte le realtà territoriali presenti a Eboli.
La nostra città è tra le più grandi d’Italia per estensione, pertanto risulta indispensabile la partecipazione e l’attivismo di cittadini che si fanno carico di rappresentare le diverse realtà territoriali, in quanto ognuna ha esigenze e caratteristiche differenti. È necessario, infatti, immaginare uno sviluppo di Eboli secondo una visione coerente e omogenea, che inglobi tutta la città e non solo poche realtà.

Eboli ha due anime: da una parte la ricchezza delle sue bellezze e delle sue risorse, dall’altra le numerose criticità. Noi non vogliamo e non possiamo ignorare i problemi che riguardano la nostra città!
Il Programma Partecipato aperto è rivolto a tutti gli ebolitani, allo scopo di individuare le problematiche economiche e sociali che riguardano ogni singolo quartiere di Eboli.
L’aiuto di ogni cittadino è prezioso, solo così potremo trovare insieme nuove idee e soluzioni per porre rimedio alle criticità della nostra città!

EBOLI è al centro del nostro programma.
QUI ovunque nella nostra città, in periferia, centro urbano e fascia costiera, devono esserci gli stessi servizi le stesse condizioni di vita.
ORA è il momento della svolta, il tempo di mettersi insieme per trovare soluzioni concrete per la città.
PER una visione diversa e migliore del futuro di Eboli.
UNA PROSPETTIVA nuova che porti al miglioramento dello sviluppo della nostra città.
Dobbiamo e vogliamo occuparci di opportunità, D’AVVENIRE, di prospettive migliori per i nostri giovani.

PREMESSA

La crisi a tutto tondo in cui versa la città di Eboli merita una soluzione che sia all’altezza della sua tradizione e del ruolo che ha sempre esercitato in passato. Partecipare al dibattito politico è una responsabilità che investe tutti, riconoscendo le cose buone fatte ed i limiti delle esperienze passate, avanzando proposte. L’obiettivo primario è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini intervenendo sulle quattro città che, divise solo per metodo di analisi, ma tra di loro strettamente interconnesse, con il contributo di imprese, terzo settore ed associazioni culturali, vogliamo perseguire:

  • la città della qualità urbana, che interessa la città moderna ed i suoi nuclei periferici,
  • la città della qualità ambientale, espressione del territorio agricolo e delle aree produttive,
  • la città del turismo di qualità, che si concentra sul centro antico, le colline ed il mare,
  • la città della qualità sociale, che trasversalmente riguarda tutti i cittadini.

Si tratta di una semplificazione descrittiva non nuova, che trova il proprio fondamento nella geografia e nel tessuto urbano e sociale della città, ma sempre rimasta inattuata nella sua declinazione operativa, che ora, in questo documento, alla luce del mutato contesto in cui oggi si trova la città e delle radicali innovazioni che il mercato dei servizi offre, assume nuovo significato e la veste di obiettivi ed azioni da perseguire con coerenza nel breve, medio e lungo periodo. Eboli, infatti, deve assumere nella piana del Sele la leadership ‘culturale’ dell’innovazione, puntando su un modello di sviluppo fortemente innovativo e sostenibile. In tal senso, la partita decisiva si gioca sul piano dell’innalzamento dei servizi rivolti alle famiglie, all’infanzia, agli anziani e alle imprese, offerti dalla P.A. e/o dal privato profit e non profit, per rendere la nostra comunità accogliente, attrarre nuova popolazione e rilanciare i consumi interni. La città esprime le energie necessarie per questo cambiamento, ha risorse e capitale umano che possono giocare un ruolo fondamentale in una sfida decisiva per il nostro futuro e finalmente passare dalle parole ai fatti.

LA SITUAZIONE DI PARTENZA
La crisi socio-economica di Eboli è in corso da diversi anni, in uno con le difficoltà del Paese, ed in particolare del Mezzogiorno d’Italia: le ragioni della nascita del Governo Draghi sono lì a testimoniarlo. Alcune scelte politico-amministrative profondamente sbagliate, insieme con tentennamenti ed accomodamenti, ritardi ed omissioni, hanno dapprima rallentato una lenta rinascita che, a fasi alterne, si era intravista per brevi periodi degli ultimi venti anni di governo della città, e poi di recente concorso ad aggravare la già difficile condizione socio-economica dei suoi abitanti. Lo confermano, purtroppo, i numeri crescenti dei percettori di varie forme di sostegno al reddito, la costante emigrazione di giovani diplomati e laureati e di interi nuclei familiari, la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, la stasi dell’edilizia privata e dei processi di riqualificazione e trasformazione urbana, l’aggressione al territorio con abusi, sfruttamento ed inquinamento dell’aria, del suolo e dei corpi idrici, la diffusione di varie forme di illegalità ad opera di una micro delinquenza sempre più diffusa e di organizzazioni dedite allo spaccio di stupefacenti ed al riciclo di denaro sporco che di giorno in giorno aumentano la loro influenza inquinando l’economia ‘legale’, la carenza e, in alcuni casi, la perdita di servizi sociali. Ciò mentre in città si aggravava la crisi dei partiti, già fortemente delegittimati con il diffondersi negli ultimi anni di pratiche trasformiste, e l’emergere di un sistema fondato più su rapporti personali che su adesioni politiche e programmatiche, segnali evidenti di una crisi profonda del principio di rappresentanza e di aggressione delle regole della democrazia. In questo difficile contesto si è verificata la traumatica fine dell’ultima amministrazione comunale, a pochi giorni dal suo insediamento e dopo l’incredibile successo della tornata elettorale del settembre 2020, per effetto di diverse indagini giudiziarie su vari procedimenti amministrativi. Un evento deleterio per Eboli, al di là delle verità giudiziarie che saranno stabilite dai Tribunali, sul piano sociale, civile, politico ed economico. Non è tempo di agitare falsi moralismi, tenuto conto della storia personale e familiare di tante persone coinvolte, della cui onestà – fino a prova contraria – non possiamo dubitare; tuttavia sarebbe un gravissimo errore far finta di nulla, essendo evidente che vi sono responsabilità politiche, anche risalenti nel tempo, e una grave commistione di interessi e comportamenti contrari alla buona amministrazione, sul piano dei principi prima ancora che della prassi. Si richiede, pertanto, una netta discontinuità con il passato per ristabilire un rapporto corretto tra politica, burocrazia, imprese, terzo settore e professionisti, in cui ognuno eserciti il ruolo che gli è proprio senza deviazioni e compromissioni, rafforzando gli strumenti di controllo previsti dalla legge e, al contempo, dotandosene di nuovi e specifici adeguati alla specificità del caso.

VARIABILE COVID-19 E NUOVE RISORSE FINANZIARIE
Come se ciò non bastasse, tutto è avvenuto nel perdurare della più grande emergenza mondiale dopo i conflitti bellici del ‘900, con l’esplodere dell’epidemia del virus SARS COVID-19. Una crisi pandemica con riflessi drammatici per tantissime famiglie toccate da lutti improvvisi, per le imprese di molti settori economici costrette a chiudere i battenti o in grave difficoltà, per i bambini che hanno prima interrotto i corsi di studio e poi ripreso a singhiozzo a seguire le lezioni ‘a distanza’. Le conseguenze di questa tragedia si faranno sentire nel tempo, sia per i riflessi economici, perché sarà lenta la ripresa delle produzione e dei consumi, sia per gli effetti psicologici su vasti strati della popolazione, specie per le fasce più fragili. Eboli, ovviamente, non farà eccezione. Ma il Covid-19, seppur nella sua tragicità, ha dischiuso anche nuove opportunità: la fuga dalla aree urbane dei cittadini spaventati dalle restrizioni ha premiato i centri meno densamente abitati, specie quelli delle aree interne, dove la pressione antropica è minore e la qualità dell’ambiente meno compromessa. E’ troppo presto per capire se questa tendenza avrà un futuro, ma quanto accaduto deve farci riflettere e spronarci ad ammodernare la nostra città per essere pronti ad accogliere nuovi abitanti, anche non insediati in modo stabile, a cui offrire servizi degni di una città media e una buona qualità della vita. Sotto altro versante, la risposta che l’Unione Europea, dopo anni di rigidità finanziaria, ha stupito gli euroscettici: finalmente è stato approntato un piano generale per contrastare la crisi economica generata dalla pandemia, con adeguata dotazione di risorse finanziarie certe e disponibili grazie al PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA, unitamente ai Fondi UE del prossimo ciclo di programmazione europea 2021 – 2027. Sono risorse indispensabili per realizzare interventi troppo a lungo rinviati e ridurre il divario di sviluppo tra il Mezzogiorno d’Italia ed il resto del Paese. Un’opportunità unica da cogliere con lungimiranza, inquadrando lo sviluppo della città di Eboli nel comprensorio della piana del Sele alla luce del nuovo contesto che sarà caratterizzato da una profonda trasformazione degli assetti infrastrutturali ed economici. Ed infatti, tra le opere più significative programmate ed in corso di attuazione si segnalano:

  • il completamento dell’aeroporto Costa d’Amalfi,
  • la realizzazione dell’Alta Velocità Salerno – Reggio Calabria ed Alta Capacità Eboli –Potenza – Taranto,
  • il prolungamento della Metropolitana leggera da Pontecagnano Faiano ad Eboli,
  • la realizzazione del nuovo svincolo autostradale di San Giovanni,
  • il prolungamento della strada Aversana ed il potenziamento della viabilità principale (variante alla SS. 18).

Si tratta di interventi attesi da anni che finalmente diventano più concreti: per molti di questi è mancata, dall’alto, una programmazione organica e, dal basso, la capacità di stimolarne i processi e governarne le ricadute per orientarle in direzione di una crescita armonica e sostenibile per i prossimi anni. Ora si tratta di recuperare il terreno perduto e massimizzarne le ricadute socio-economiche con scelte adeguate, anche a costo di sacrifici nell’immediato per goderne dei frutti in futuro.
Tra le opere in programma, un cenno a parte merita il grande progetto di elettrodotto ‘Tyrrhenian Link’. Sul punto confidiamo nel giudizio di esperti e professori circa l’impatto dell’opera, e al contempo operiamo per indirizzare la scelta verso la migliore localizzazione delle stazioni di conversione tra i diversi siti presi in esame, continuando a tenere alta l’attenzione e approfondirne l’impatto.
Per gli altri interventi, entrando nel dettaglio delle risultanze degli studi disponibili, è previsto il completamento della rete dell’Alta Velocità ferroviaria (treni a 300 km all’ora) da Afragola a Salerno, con una stazione tra Salerno e Baronissi, che serva il capoluogo, il suo hinterland, l’Università ubicata a Fisciano e la provincia di Avellino. Di qui la linea ferrata ipotizzata corre lungo il tracciato dell’autostrada e giungerà a Battipaglia per poi proseguire verso il Vallo di Diano e la Calabria. RFI ha già avviato le indagini geologiche, da Eboli verso Sud, per il nuovo tracciato. Il progetto prevede di potenziare anche l’attuale linea ferrata Eboli-Potenza, realizzando l’alta velocità di rete con treni fino a 200 km all’ora, nella prospettiva di raggiungere Matera e Taranto e poi continuare ad Est, per realizzare un collegamento veloce tra il tirreno e l’adriatico.
La Regione Campania, a rafforzamento di questa scelta, ha chiesto al Governo ufficialmente ed opportunamente di finanziare con i fondi del PNRR l’ultimo tratto della metropolitana leggera che da Salerno a Pontecagnano, giungerà all’aeroporto Costa d’Amalfi (tratto già finanziato) e poi da Bellizzi sino ad Eboli.
L’attuale stazione di Battipaglia, in pieno centro urbano, non dispone degli spazi necessari ad accogliere un grande hub ferroviario – ipotesi progettuale al vaglio di fattibilità – che sia stazione di Alta Velocità Nord – Sud, snodo verso la diramazione Eboli – Potenza e stazione metropolitana. Appare altamente probabile la necessità di individuare una zona al confine tra Battipaglia ed Eboli per allocarvi tutti i servizi di mobilità necessari, compresi gli scambi ferro-gomma, realizzando un’infrastruttura di servizio a tutta la piana del Sele.
E’ una prospettiva da incoraggiare a tutti i livelli istituzionali, anche alla luce degli studi in corso per realizzare la ferrovia Eboli – Calitri che servirà le aree interne campane e lucane ed il polo industriale di Melfi.
Certamente si tratta di una grande occasione di sviluppo, considerata l’importanza di migliorare l’accessibilità e la mobilità locale, ma sullo sfondo restano pesanti interrogativi a cui occorre dare risposta:

  • perché un cittadino del nostro comprensorio, avendone maggiore possibilità, dovrebbe recarsi ad Eboli?
  • Cosa offre la nostra città di diverso rispetto alle città vicine?
  • Qual è il grado di attrattività di Eboli per le diverse fasce di popolazione?
  • Siamo pronti ad accogliere nuovi abitanti in fuga dalle aree metropolitane?
  • Quali servizi a valore aggiunto offriamo come elemento differenziale rispetto alle città limitrofe?
  • La qualità della vita ad Eboli è significativamente migliore rispetto agli altri centri vicini?

Paradossalmente, in mancanza di una decisa inversione di rotta, le migliori vie di collegamento favoriranno l’abbandono della città, con la fuga di giovani e famiglie in cerca di migliori prospettive di reddito e qualità della vita, o, nell’ipotesi meno drammatica, la città ‘dormitorio’, visto che molti sposteranno i propri interessi lavorativi e sociali a pochi minuti da Eboli. E’ quanto già accade per la stragrande maggioranza dei cittadini dei nuclei periferici della città e per tantissimi che risiedono nel centro urbano soltanto per un limitato periodo di tempo durante giornata.
Una prima risposta agli interrogativi da cui dipende il futuro di Eboli, seppur parziale e meritevole di approfondimenti ed ulteriori contributi da parte di terzi, è nelle pagine che seguono, consapevoli di non avere la verità in tasca, ma responsabilmente di aver ritenuto necessario e non più rinviabile, in presenza di un dibattito politico asfittico e accartocciato su nomi e piccole strategie di autopromozione, un momento di studio e riflessione.

Urbanistica
LA CITTA’ DELLA QUALITA’ URBANA

Il tessuto urbano della città ‘moderna’, che spazia dal centro abitato ai quartieri periferici, seppur oggetto di interventi edilizi a volte distonici, conserva nel complesso un impianto ordinato. Eboli, infatti, specie nel tratto ricompreso tra la SS.19 ed il centro storico, è caratterizzata da ampi viali, strade con ampie carreggiate, nuclei di addensamenti abitativi piuttosto ordinati, una discreta presenza di verde lungo le principali vie di accesso; nei quartieri popolari e nei nuclei periferici vi sono situazioni variegate, con alcune sacche di degrado intollerabili, seppur nel tempo si sono succeduti vari interventi di riqualificazione che hanno tentato di rimediare alla carenza degli standard per servizi e verde urbano.

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L’impressione che si ricava arrivando al centro del paese, specie per chi non conosce a fondo la città, è sostanzialmente positiva, ma volgendo lo sguardo alle ‘traverse’ cittadini emerge chiaramente che c’è ancora molto lavoro da fare e che sono del tutto insufficienti i servizi che una città di medie dimensioni dovrebbe offrire ai propri residenti. L’attuale Piano regolatore generale redatto dall’arch. Vezio De Lucia prevedeva, per questa opzione, che le risorse necessarie per riqualificare gli spazi pubblici e privati ed insediare nuovi servizi sarebbero derivate dagli oneri di urbanizzazione versati dai privati in cambio del diritto ad edificare i numerosi alloggi (circa 2000) previsti nel Piani urbanistici attuativi (oppure con opere realizzate a ‘scomputo’). Il Piano ‘De Lucia’ ha aperto indubbiamente una nuova fase di programmazione, ma ha scontato anche difficoltà attuative dovute alla grande estensione dei P.U.A. ed all’eccesso di vincoli, solo in parte ridotti con una successiva variante normativa. Ad oggi, dopo circa vent’anni dall’entrata in vigore del Piano, i P.U.A. sono rimasti sostanzialmente irrealizzati, mentre le trasformazioni edilizie hanno riguardato, nella quasi totalità dei casi, l’insediamento di strutture di media e grande distribuzione. La legislazione di emergenza (Piano Casa) ha poi irrimediabilmente compromesso buona parte della loro attuazione, consentendo un’edilizia ‘residuale’ sugli edifici esistenti in area urbana e in agro di Eboli, vanificandone l’ispirazione.

Il crollo del mercato immobiliare degli ultimi anni, che perdura tuttora e che richiederà molti anni per una consistente ripresa, ha gravemente compromesso ogni possibilità di nuove edificazioni per residenze, mentre il bisogno di alloggi è stato in parte compensato da compravendite e affitto degli immobili residenziali esistenti, che ad Eboli, per fortuna, abbondano. Per gli immobili commerciali destinati ad esercizi di vicinato, al contrario, al pari di box e autorimesse, il mercato è sostanzialmente fermo con grave danno dei proprietari costretti a pagare le tasse sulla proprietà, senza alcuna entrata da canoni di locazione. In questo contesto è necessario assumere scelte di radicale innovazione se si vuol avere una minima possibilità di avviare trasformazioni edilizie e dotarsi dei servizi di cui la città necessita per migliorare la qualità della vita dei residenti, per attrarre nuova popolazione, specie giovanile ed in possesso di titoli di studio più elevati, e rilanciare i consumi. Non potendo più contare sugli oneri di urbanizzazione connessi alle edificazioni previste nei P.U.A. per ridurre il divario di standard e servizi di cui la città è carente, nelle more della realizzazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale - ovvero in sede di una sua verifica di adeguatezza al nuovo disegno qui prospettato - tocca al Comune procedere al disegno della città ‘pubblica’ e al contempo dotarsi di una norma urbanistica flessibile che consenta di edificare con celerità e mutare le destinazioni urbanistiche degli immobili dal terziario, al commerciale, al residenziale, a seconda della fluttuazione dei bisogni espressi dal mercato, al fine di trovare quella sostenibilità economica degli investimenti privati che costituisce l’unica molla capace di mobilitare imprenditori locali o esterni. La gamma dei bisogni della nuova società è molto vasta ed è da leggere unitamente alla necessità di prevedere nuovi servizi per tutte le fasce di popolazione: spazi verdi, impianti sportivi, parchi urbani, servizi culturali, servizi alle imprese, come gli acceleratori (e non incubatori che sono cosa diversa), centri servizi per cittadini stranieri, etc.. In particolare, per riqualificare gli edifici dismessi - eterne incompiute di Eboli - e trasformare le aree libere è inutile inseguire chimere, come il Tribunale o altre funzioni pubbliche che non riusciremo più ad insediare, perché irreversibilmente attratte dalle città capoluogo, ma occorre un disegno di riqualificazione e rifunzionalizzazione che vada incontro ai bisogni di una società profondamente cambiata rispetto agli ultimi anni: residenze per anziani e/o per soggetti diversamente abili ‘condivise’ (appartamenti di co-housing sociale), residence per single con servizi comuni, centri educativi per minori, centri ludici e ricreativi, etc.. Il tema non è più solo riqualificare, insomma, ma orientare le scelte in funzione dei reali e concreti bisogni attuali e dei plausibili scenari di breve e medio periodo, nell’ottica di una città attenta alle tendenze del mercato. Convincere i privati ad investire è la via maestra per realizzare queste trasformazioni e dotarsi di nuovi servizi a scala comprensoriale che fungano da elementi di attrazione per le popolazioni dei comuni contermini, ma per riuscirci ci vogliono obiettivi ‘pubblici’ precisi, snellezza dei procedimenti e la fattibilità tecnico-urbanistica ed economica dei processi di trasformazione del tessuto urbano. Soddisfare i nuovi bisogni del mercato, infatti, apre spazi di impresa che gli imprenditori più avveduti sapranno cogliere, consapevoli che l’area di attrazione di nuovi investimenti, per effetto della globalizzazione, è ormai internazionale.

A tali considerazioni non è estraneo il Centro Antico. Dopo una fase di declino e spopolamento post bellico, la scelta di valorizzare questo patrimonio di storia e cultura, che a parole ha messo tutti d’accordo negli ultimi vent’anni, non è mai stata perseguita con la necessaria convinzione ed il sostegno di risorse adeguate. La ricostruzione, opera indubbiamente meritoria, è stata realizzata con scarsa qualità e più di qualche errore. Un centro antico che voglia essere attrattivo, al pari del centro urbano, deve offrire quei servizi indispensabili a rendere accettabile la qualità della vita, ma ciò è impossibile se non si dispone di spazi adeguati per insediarli, di una buona accessibilità, di un sistema di mobilità adeguato al numero di abitanti che si immagina di reinsediare, di un rapporto equilibrato tra spazi verdi e di socialità e aree di sosta. Per creare le condizioni di una migliore qualità della vita, inoltre, occorre puntare con ancor più decisione sull’innovazione, specie nei servizi di pubblica utilità, e ripensare le politiche locali connesse alle gestione dei rifiuti urbani, delle energie rinnovabili e della mobilità urbana. Quest’ultimo tema, ad esempio, può essere oggetto di un nuovo disegno di mobilità da affidare a privati in possesso del know how necessario in occasione del prossimo bando per la gestione dei parcheggi. La sosta a pagamento, infatti, rappresenta uno strumento efficace per avere liquidità finanziaria da impegnare per rivoluzionare l’approccio alla mobilità, prevedendo la riappropriazione di spazi pubblici da sottrarre alla viabilità dei veicoli, per restituirli alla piena fruizione dei cittadini. Si tratta di sperimentare un nuovo modello incentrato su un servizio di trasporto pubblico con veicoli elettrici, in abbinamento al noleggio di e-bike, che partendo dal centro urbano possa poi dispiegarsi, verificata la fattibilità e le ricadute positive, alle altre aree della città moderna. Parallelamente occorre disegnare una rete di percorsi ciclo-pedonali che sia al servizio degli spostamenti urbani in connessione con gli investimenti in corso per potenziare le piste ciclabili provinciali e regionali, in linea con il trend in crescita esponenziale dei cicloamatori. Il centro antico dovrà essere parte integrante di questo disegno, con una specificità: la sua viabilità, già fortemente compromessa, non dovrà essere al servizio del centro urbano, ma andrà restituita alla soddisfazione esclusiva dei suoi bisogni. Corso Garibaldi, in altri termini, non dovrà considerarsi la soluzione al congestionamento di Via Ripa, ma arteria al servizio dei suoi residenti ed operatori commerciali. Quanto ai rifiuti, il sistema realizzato, seppur con limiti e carenze nelle gestione degli impianti, ha orami segnato il passo, assestandosi su un livello accettabile, ma molto oneroso, difficilmente sostenibile nel corso dei prossimi anni, anche a causa dell’elevato livello di elusione ed evasione fiscale e delle difficoltà di riscossione del Comune. Da un lato occorre spingere verso una minore produzione di rifiuti, specie per gli elevati costi di smaltimento, dall’altro lato il sistema può essere innovato con la sperimentazione di un diverso modello di raccolta differenziata che potremmo definire ‘ibrido’: un modello che abbini al ‘porta a porta’, anch’esso molto oneroso per le tasche degli ebolitani, la possibilità di conferire in mini isole ecologiche di quartiere ‘a scomparsa’ (ci sono diverse buone pratiche che possono essere studiate per adattarle al caso concreto), con un complesso meccanismo di incentivi (premi e sconti in bolletta) che favorisca l’adesione dei cittadini e degli operatori commerciali su base volontaria. Le nuove tecnologie, in tal senso, rappresentano una grande opportunità per controllare la produzione ed il conferimento dei rifiuti. Da ultimo, per le energie rinnovabili, accanto alle politiche incentivanti del Governo nazionale, occorre sperimentare nuove modalità di produzione e distribuzione, specie a vantaggio delle fasce più deboli: valga come esempio la sperimentazione delle Comunità Energetiche, il cui primo esempio proprio in Campania, grazie alla sinergia tra Legambiente e Fondazione con il SUD, sta prendendo piede. Una coalizione di utenti che, tramite la volontaria adesione ad un contratto, collabori con l’obiettivo di produrre, consumare e gestire l’energia attraverso uno più impianti energetici locali, spesso su immobili pubblici, può essere avviata nel centro antico o nel Rione Pescara. Migliorare la qualità della vita ed essere attrattivi ci obbliga quindi a ripensare i processi di trasformazione edilizia del tessuto urbano e selezionare, qualificare e migliorare l'offerta di beni e servizi, puntando sulle direttrici di sviluppo che incrociano i nuovi bisogni, per massimizzare gli effetti positivi del nuovo scenario nel quale oggi ci muoviamo. L’obiettivo è realizzare una città a misura dei suoi abitanti, prevedendo funzioni e servizi che differenzino Eboli dalle città limitrofe, per restituirle una concreta dimensione di città media ed assegnarle la leadership ‘culturale’ dell’innovazione.

Prioritariamente dovremo:

  • Rivedere e approvare immediatamente il nuovo piano urbanistico comunale (p.u.c.) attuando, da una parte il recupero del tessuto urbano esistente nel centro urbano, dall’altra la riqualificazione tramite progetti dedicati sia dei quartieri che dei nuclei  urbanizzati delle zone periferiche. Sarà necessario, inoltre, salvaguardare il suolo agricolo e le risorse ambientali, per unire nuovamente le periferie con il centro urbano e il centro storico. È fondamentale programmare il riattamento dell’asfalto di tutte le strade interpoderali dell’ex ERSAC, che si trovano da anni in stato di totale abbandono.
  • Verificare le procedure e i progetti per la riprogrammazione di interventi sulle aree “ex Pezzullo” , “ex mattatoio”  “quartiere Pescara – zona 167”.
  • Avviare le procedura per l’attuazione del PUA Serracapilli (villaggio dello sport).
  • Promuovere la immediata costituzione di un tavolo tecnico di confronto con l’ANAS per la realizzazione del nuovo svincolo autostradale. La nostra ipotesi è quella di un nuovo svincolo nelle aree industriali Eboli – Battipaglia e un ammodernamento e ristrutturazione dell'attuale uscita.
    Vogliamo porre in essere ogni azione politica e amministrativa, così da spingere la Provincia di Salerno a cedere la titolarità e la gestione della strada provinciale A/30 Eboli-Mare all’ANAS, perché venga ampliata, illuminata e resa sicura per il servizio del traffico locale, nazionale e internazionale che ogni giorno con centinaia di veicoli  interessa tale arteria.
  • Attuare il piano spiaggia con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. L'intera costa ebolitana è inserita nel progetto denominato “Masterplan Golfo di Salerno”, i cui servizi di progettazione sono stati affidati all'archistar Stefano Boeri, nell’ambito delle attività dei distretti turistici Sele Coast e Riviera Salernitana.
  • Predisporre nel centro storico un piano parcheggi al servizio dei residenti e degli operatori commerciali, con la individuazione di alcune aree: area Piazza Borgo, area Scuola Salita Ripa, area Casa del Pellegrino, area ex Nagc con intervento di riqualificazione e aree private da individuare con il PUC a uso parcheggi.
  • Garantire la sosta per persone con disabilità e la sosta rosa. Realizzare un piccolo terminal presso l'area pubblica all'interno della Scuola Salita Ripa con servizio navetta a sistema circolare.
  • Attivazione della videosorveglianza e rimodulazione del servizio raccolta dei rifiuti.
Patrimonio

Proponiamo di:

  • Valorizzare il patrimonio pubblico comunale sfruttando le opportunità offerte dal bonus 110%, così da ottenere una maggiore redditività dei beni immobili comunali e la più ampia fruibilità da parte dei cittadini.

Attività Produttive - Politiche del lavoro - Formazione

Proponiamo di:

Industria

Proponiamo di:

  • Riapertura del confronto con la Regione Campania ed il MISE per inserire l’area PIP di Eboli nella ZES (zona economica speciale) considerata la continuità con la Zona Industriale di Battipaglia, in una logica di Polo Industriale Unico della Piana del Sele, privilegiando, per quanto riguarderà i nuovi insediamenti produttivi, quelli del comparto agro-alimentare.
  • Le aree localizzate lungo i maggiori assi viari del nostro territorio, S.S.18 e strada provinciale 30a, siano destinate a nuovi insediamenti commerciali, artigianali e produttivi compatibili con la vocazione agricola e turistica della Piana del Sele.
Agricoltura

Proponiamo di:

  • Tutelare il suolo agricolo, revisionare e monitorare il sistema serricolo enormemente cresciuto, con particolare attenzione alle superfici di copertura, ai carichi eccessivi di impermeabilizzazione dei suoli, al conseguente incremento della quantità e velocità di corrivazione delle acque da smaltire a valle degli impianti, fonti di sempre più frequenti ed improvvise esondazioni dei canali di bonifica e dello stesso fiume Sele.
  • Puntare sul florovivaismo e sull’agroalimentare. Risulta strategica, infatti, la ripresa del polo agro-alimentare, inteso come piattaforma logistica per la commercializzazione delle colture ortive primarie, di quarta gamma e floreali praticate sul nostro territorio, da collocare nell’area pubblica dell’ex mercato ortofrutticolo di San Nicola Varco, includendo anche il recupero della Stazione di San Nicola Varco. Un servizio logistico per il Florovivaismo attraverso la messa a disposizione di una piattaforma di raccolta e smistamento, attività, contemplata all’interno del Piano Nazionale per il Settore Florovivaistico, per razionalizzare ed ottimizzare i flussi dei prodotti.
  • Favorire l’ammodernamento strutturale degli allevamenti bufalini secondo principi di tutela ambientale e salvaguardia delle risorse naturali; rispetto degli standard minimi obbligatori nel rapporto fra capi bufalini e superfici disponibili, della disciplina per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e del programma d’azione per le zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati di origine agricola (ZVNOA), favorendo anche la realizzazione di impianti collettivi di trattamento reflui, considerato che l’intera Piana del Sele, ed il Comune di Eboli per ettari 11.676 su un totale di 13.713, ricadono nelle nuove Zone Vulnerabili individuate dalla Regione Campania.
Commercio e Artigianato

Rigenerazione urbana, commercio di vicinato ed artigianato, un legame imprescindibile: Un contesto urbano vitale e accogliente supporta lo sviluppo delle imprese, innalza la qualità di vita nel centro urbano e nelle periferie, crea luoghi di produzione di valori economici, culturali e sociali.

  • Eboli “Distretto del commercio”: La Regione Campania ha approvato il Testo Unico del Commercio (Legge Regionale 21 aprile 2020 n.7). Tra le principali novità della legge regionale vi sono i “Distretti del commercio”, una messa in moto di risorse e sinergie per accrescere l’attrattività del territorio e rigenerare il tessuto urbano. Avviare le attività di raccordo con tutti gli attori, tutte le sigle e associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato.
  • Rilanciare il tessuto produttivo: il commercio va ad integrarsi con l’artigianato, i servizi e il turismo; Individuare e agevolare la ricerca degli investimenti disponibili per la riqualificazione e la dotazione di infrastrutture; Coordinare, insieme alle Associazioni, le informazioni sulle linee di finanziamento a breve, medio e lungo termine; Definire politiche atte a sviluppare programmi di rivitalizzazione commerciale e della rete distributiva;
  • Il ruolo degli attori pubblici e privati risulterà fondamentale nell’analisi e nelle risposte da fornire a temi quali:
    1) attrattività e mix merceologico del sistema commerciale ebolitano;
    2) accessibilità e sosta;
    3) qualità architettonica e ambientale del contesto urbano;
    4) qualità architettonica del sistema dei negozi;
    5) attività di animazione e promozione.
  • Eboli “Città dei mestieri”: Riaffermare l’importanza sociale del lavoro artigiano, riscoprire il “saper fare territorio” nei più variabili aspetti: culturali, storici, ambientali, economici, il desiderio di migliorare nell’esercizio e nell’approfondimento delle tecniche lavorative attraverso la promozione di iniziative di formazione sul lavoro artigiano, di ricerca scientifica e tecnica per l’innovazione applicata particolarmente ai mestieri artistici, tipici e tradizionali capaci di coinvolgere i giovani; promozione e valorizzazione dell’artigianato soprattutto del settore artistico, storico e tradizionale.

Favorire il recupero e la ristrutturazione delle antiche botteghe esistenti e/o abbandonate e del Centro Artigianale del Rione Pescara. Attivare progetti di recupero di beni comunali ad attività produttive artigiane.

  • Eboli “Città dei servizi e della silver economy”: La sfida della Eboli del futuro non sarà solo quella di essere smart (iper-tecnologizzata), ma anche a misura di donna e uomo e soprattutto pensata per tutte le fasi della loro vita. L’invecchiamento anagrafico della popolazione non dovrà essere vissuto come un impoverimento della società e dell’economia, bensì come una sfida e un’opportunità. Una città a misura di anziano è una città più vivibile per tutti, dove sarà possibile costruire un “patto generazionale” in cui le nuove generazioni troveranno nella “silver economy” occasioni di occupazione, di crescita, di fare impresa nell’ampio mondo della cura della persona in un ritrovato clima di trasparenza e di fiducia nelle istituzioni.
Sistema scolastico e Formazione professionale

L’amministrazione comunale dovrà implementare il suo ruolo di coordinamento territoriale degli Istituti Comprensivi nell’ambito dell’edilizia scolastica, della progettualità e dell’assistenza alla disabilità.

  • Eboli e la sua scuola
    Altissima sarà l’attenzione verso il patrimonio edilizio, da manutenere e rendere efficiente dal punto di vista energetico. Efficientamento energetico e climatizzazione degli ambienti scolastici saranno obiettivi primari da raggiungere per avere sul nostro territorio comunale sedi scolastiche moderne con strutture (sportive e polifunzionali) disponibili anche per i cittadini in orario extrascolastico. Ambienti decorosi e piacevoli renderanno accogliente la permanenza, favorendo il “benessere” con buona ricaduta anche sui processi di apprendimento.
  • Progetto Scuole Aperte
    Gli edifici scolastici devono sempre più diventare luoghi di aggregazione e patrimonio disponibile per la comunità. Si favoriranno collaborazioni tra gli Istituti comprensivi per attivare iniziative di tipo ludico, educativo e sportivo aperte alla città.
  • Potenziamento dei percorsi di mediazione culturale a scuola, che svolgono un ruolo fondamentale per l’integrazione al fine di garantire l’acquisizione delle competenze di cittadinanza per il pieno esercizio della funzione civica e sociale.
  • Progetto ITS e Formazione
    Promuovere e favorire, secondo i nuovi dettami del Testo di Riforma degli Istituti Tecnici Superiori, in fase finale di approvazione da parte del Parlamento Italiano, con gli Istituti Scolastici Superiori del nostro territorio, l’Università, le Imprese e gli Enti di Alta Formazione esistenti, la nascita di istituti tecnici superiori con indirizzi di studio legati alle professioni richieste dalle nostre imprese, con particolare attenzione ai settori dell’agroalimentare, del turismo, dei beni ambientali ed archeologici, dell’artigianato artistico (orafo, vetraio, falegname, lavorazione di metalli comuni, lavorazioni sartoriali) e del manifatturiero legato all’industria 4.0.
    Sarà favorita la nascita delle Fondazioni degli ITS con prospettive di investimento di medio e lungo periodo per realizzare sedi e laboratori, con l’utilizzo a fini formativi e produttivi di beni comunali immobiliari di pregio, oggi in stato di abbandono. La presenza delle imprese nella governance e nella didattica sarà prevalente. Apposita struttura sarà impegnata sul lavoro di progettazione secondo le linee di indirizzo dettate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la Programmazione negoziata dei Fondi Europei, Nazionali e Regionali.
Politiche sociali
LA CITTA’ DELLA QUALITÀ SOCIALE

Riformare radicalmente le politiche sociali e il Piano Sociale di Zona ad Eboli è un obiettivo prioritario per la futura Amministrazione comunale. Tutti gli indicatori sociali ed economici ci dicono che la situazione di partenza è drammatica, sommatoria tragica degli errori che si sono ripetuti negli ultimi anni.
E’ urgente accelerare e rendere compiuta la trasformazione del Piano di Zona in un soggetto dotato di piena autonomia organizzativa e gestionale e puntare sul Terzo Settore, che ad Eboli è ben rappresentato da organizzazioni ed operatori che svolgono con passione e competenza il proprio ruolo, rendendo operativo il principio di sussidiarietà.

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La recente riforma che li riguarda, in tal senso, nel rafforzare la collaborazione tra ETS e pubblica amministrazione, rappresenta una grande opportunità che molto presto sarà pienamente operativa.
Queste due innovazioni vanno tradotte in azioni concretamente realizzabili: un Piano con soggettività giuridica dovrà stabilizzare gli operatori sociali ed erogare i propri servizi con continuità, collaborando con il Terzo Settore che deve apportare competenze chiave nelle fasi di programmazione dei servizi, segnalando i bisogni emergenti, gli obiettivi e le metodologie di intervento, e di gestione degli stessi, affiancando e coordinando le risorse interne del Piano.
Questo doppio binario qualifica gli operatori, che finalmente godranno a pieno titolo dei diritti dei lavoratori, supera la logica dei grandi appalti a vantaggio di cooperative che, nella sostanza, hanno operato come intermediazione di personale, restituendo loro il vantaggio di potersi concentrare sull’innovazione ed il trasferimento di buone pratiche, valorizza gli ETS che potranno dare il meglio di sé cooperando su un piano di parità con la pubblica amministrazione.
Il tutto senza far venir meno trasparenza nelle procedure e concorrenza nelle selezioni.
In questo mutato contesto istituzionale, organizzativo e normativo, va inquadrata la prossima azione amministrativa, traghettando gli uffici comunali dalla logica dell'appalto a quella del pieno coinvolgimento degli Enti del Terzo settore. I rapporti tra Pubbliche Amministrazioni ed ETS, infatti, sono profondamente cambiati con il varo del Codice del Terzo Settore (Decreto legislativo n. 117 del 03/07/2017 e ss.mm.ii.) e, successivamente, con la sentenza della Corte Costituzionale n. 131 del 2020 e le Linee guida del Ministero del lavoro del 31 marzo 2021. Nuovi strumenti collaborativi tra P.A. e Terzo settore sono entrati nel sistema delle fonti del diritto: esistono i "presupposti negoziali" dell’”amministrazione condivisa", basati su profili di diritto privato, che al sistema gerarchico-competitivo preferiscono quello cooperativo, fondato su prassi amministrative caratterizzate da meccanismi di dialogo e collaborazione tra PA e cittadini, a partire dai momenti di analisi, valutazione e decisione. Operare una radicale innovazione nell’approccio alle politiche sociali è l’unica strada per affrontare i nuovi bisogni sociali, in costante crescita, con metodologie e strumenti innovativi. Qualche esempio può aiutare a comprendere:

  1. Sviluppare Reti di Comunità educanti composte da ETS, Istituzioni, Scuole, per affrontare il tema della povertà educativa minorile che, aggravata dal post Covid-19, rappresenta un elemento centrale per aiutare i bambini nella crescita e divenire i nuovi cittadini del domani. Gli ETS possono erogare servizi didattici specialistici per minori portatori di diverse abilità o con difficoltà di apprendimento; possono sperimentare nuove modalità di intervento contro la dispersione scolastica e nuovi servizi a supporto della genitorialità e per l’aggiornamento del personale scolastico; favorire le ‘scuole aperte’ e realizzare e gestire nuovi luoghi di apprendimento, promuovere offerte didattiche inclusive e integrative dei percorsi scolastici tradizionali, etc.;
  2. Superare le Case di riposo per gli anziani, per realizzare Co-housing diversificati in funzione della diversa autonomia degli ospiti, con o senza servizi sanitari associati, anche alla luce della scelta del Governo Draghi di puntare sulla medicina territoriale, pensati come veri e propri centri di inclusione dei soggetti a rischio di marginalità ed isolamento;
  3. Favorire un nuovo approccio per gli interventi domiciliari per anziani e disabili, con un sistema di presa in carico fondato sulla reciprocità, prima che sui trattamenti medici, allargato alla famiglia dell’assistito, in stretta relazione con il ‘dante cura’, e non governato da logiche meramente economiche;
  4. Porre rinnovata attenzione verso le nuove dipendenze, le ludopatie, l’alienazione digitale o l’utilizzo deviato delle tecnologie (cyberbullismo) ed i disturbi alimentari degli adolescenti, problematiche da affrontarsi con Reti di ETS ed in stretta collaborazione con Istituzioni, Associazioni, Scuole e Famiglie;
  5. Potenziare i Centri per le donne vittime di violenza con offerta di nuove forme di ospitalità e processi di inclusione sociale ed economica, sempre con il pieno coinvolgimento degli ETS che possono garantire una rete di sostegno pienamente operativa, con risposte fortemente personalizzate ed efficace;
  6. Sperimentare nuove forme di inclusione di soggetti deboli (cittadini immigrati, percettori di strumenti di sostegno al reddito e loro nuclei familiari) con protocolli strutturati e definiti di inserimento socio-economico e la creazione di spazi e centri di incontro tra culture diverse ed accesso ai servizi pubblici e privati.
Salute e Benessere
  • Realizzare e sostenere l’Ospedale Unico della Piana del Sele; riconversione delle attuali strutture ospedaliere in ospedali e case di comunità, a supporto dei medici di famiglia, secondo gli indirizzi dettati dal Ministero della Sanità per l’utilizzo delle risorse del recovery plan atte al potenziamento delle cure primarie.
  • Implementare la medicina del territorio, in continuità con la rete ospedaliera e la rete dell’emergenza, consentendo di seguire il cittadino in tutte le sue fasi di cura, sia per patologie croniche, post-ospedaliere o necessarie per carenza di assistenza familiare. Monitorare e contribuire ad implementare le attività del Distretto Sanitario, in particolare quelle legate alla specialistica ambulatoriale, all’attività infermieristica, alla Rete dei Medici di Famiglia, alla continuità assistenziale e farmaceutica, in una logica di servizi integrati e condivisi con le attività sociali di zona e capaci di ridurre i ricoveri ospedalieri ed accrescere i servizi domiciliari considerando la casa quale primo luogo di cura ed il distretto un sicuro “hub territoriale di servizi alla salute”.
Sport e Società

Lo sport unisce i popoli, è un propulsore importante del sistema socio-economico e può imprimere nuovi impulsi alla società in momenti difficili, come quello che stiamo vivendo. Eboli, nella sua storia, ha trascorsi sportivi importanti. La nostra comunità, nel corso degli anni, è stata protagonista in molte discipline sportive ed eventi dilettantistici e professionistici.

Proponiamo:

Creare le condizioni per diffondere la pratica sportiva, finalizzata a migliorare la qualità della vita dei Cittadini e l’inclusione sociale.

  • Favorire e diffondere la regolare fruibilità degli impianti sportivi esistenti ai cittadini residenti attraverso le attività delle società sportive locali ed implementare gli eventi di turismo sportivo, culturale (musicale, teatrale), fieristico e convegnistico tali da generare un nuovo impatto economico capace di assicurare finanziariamente la gestione e manutenzione delle strutture stesse e non pesare sulle associazioni e i cittadini utilizzatori.
  • Avviare progetti di ristrutturazione delle strutture sportive delle scuole e, laddove possibile, creare giuste sinergie tra impianti scolastici ed impianti sportivi esistenti (Es. Centro Sportivo Spartacus ed Istituto Comprensivo Virgilio). Favorire lo sport e le attività motorie nelle scuole, a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie, con l’affiancamento di tutor sportivi scolastici, con un utilizzo delle strutture anche al di fuori dell’orario scolastico in modo da contribuire a ridurre il fenomeno della dispersione scolastica (PNRR – Missione 4 Istruzione e Ricerca – Componente 1 – Investimento 1.3 Potenziamento infrastrutture per lo Sport a Scuola – Ministero della Pubblica Istruzione).
  • Programmare il potenziamento e rilancio dei Grandi Impianti Sportivi: Stadio Dirceu, Palasele, Centro Sportivo Spartacus, Stadio Massaioli. La loro ristrutturazione può essere attivata grazie alle opportunità generate dal PNRR, Missione 5 Inclusione Sociale (M5C2.3 Investimento 3.1: Sport e Inclusione Sociale). La rigenerazione urbana parte anche dagli impianti sportivi e dal loro utilizzo in una logica di struttura aperta e di parco urbano ambientale attrezzato.
  • Promuovere la nascita di una struttura permanente per lo sviluppo e studio dell’attività motoria di base, con la creazione di un POLO DI RICERCA E STUDIO per il monitoraggio e la creazione di modelli di prevenzione e di prestazione di gesti motori. Attori principali: il Comune, le strutture specializzate del territorio, le istituzioni scolastiche. La progettualità dovra’ essere indirizzata a programmare e seguire un percorsi specifici per lo sviluppo equilibrato delle capacità coordinative – condizionali. Individuare ed applicare modelli psico- motori in età evolutiva, con l’obiettivo di creare presupposti specifici anche nella prevenzione delle alterazioni cinematiche. Implementazione individuale del “PASSAPORTO MOTORIO “ contenente tutti gli elementi fondamentali relativi al soggetto osservato.
Ambiente e Territorio
LA CITTA’ DELLA QUALITÀ AMBIENTALE

La Piana del Sele è interessata da vecchie discariche di rifiuti, solo in minima parte bonificate, e da decine di impianti di smaltimento che insistono prevalentemente nell’area industriale di Eboli e Battipaglia. Nel mentre le bonifiche sono bloccate, di recente, in più occasioni, alcuni di questi impianti sono stati oggetto di incendi, creando notevoli disagi alla popolazione e, in alcuni casi, il rilascio nell’aria di fumi e particelle nocive.
Ancora negli ultimi mesi, nella vicina Contursi Terme o nel Comune di Buccino, si discute della possibilità di allocare altri impianti di smaltimento rifiuti e dell’insediamento di impianti industriali ad alto impatto ambientale. Indubbiamente le innovazioni tecnologiche consentono di ridurre i rischi, ma nessuna tecnologia può eliminare del tutto il rischio.

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Occorre ovviamente bloccare i nuovi impianti di smaltimento sul nostro territorio e scegliere altre localizzazioni per l’industria pesante, avviando con urgenza le indagini sui livelli di inquinamento e le bonifiche necessarie di tutti i siti inquinati. Un territorio a prevalente vocazione agricola, infatti, non può vivere continuamente sotto minaccia, al contrario meriterebbe la massima attenzione della politica per discutere di come incentivare la qualità ambientale e sostenerne le produzioni.
Riconvertire il sistema agricolo intensivo della piana del Sele, per farne un 'ecodistretto', modello di agroecologia circolare, è la vera emergenza che abbiamo difronte. Se davvero vogliamo garantire il benessere delle nuove generazioni, dobbiamo salvaguardare il sistema ambientale del nostro territorio senza perdere un minuto di più, dando concretezza all'obiettivo della transizione ecologica. Agricoltura di precisione, valorizzazione del germoplasma vegetale autoctono, bioagricoltura e riduzione degli imput chimici, controllo delle pratiche OGM, controllo degli impianti serricoli, recupero e razionalizzazione delle acque e nuovi modelli di gestione della risorsa idrica, impianti agrivoltaici per produrre energia pulita, accantonamento del ‘diesel’ che riscalda le serre (con la sua carica di emissioni di gas in atmosfera) e salvaguarda dei suoli, recupero degli scarti con impianti di biometano, per risolvere la questione dei reflui zootecnici e dei residui vegetali agricoli, utilizzo di bioplastiche e materiali riciclabili, sono solo alcuni degli interventi da porre al centro della discussione. Senza trascurare la necessità di una gestione oculata della risorsa idrica per l'irrigazione, si pone l'accento anche sulla necessità di dare piena attuazione alla Legge Regionale sul riordino dei Consorzi di Bonifica. Esempi virtuosi sono ben noti a chi conosce il settore, grazie agli sforzi di alcuni imprenditori agricoli, spesso di seconda generazione, che la politica dovrebbe sostenere, senza perdersi in chiacchiere inutili, anche incentivando la promozione dei prodotti a Denominazione Comunale di origine (De.Co). I benefici sarebbero enormi in termini di sostenibilità dei processi produttivi, qualità delle produzioni, salute dei consumatori, abbattimento dell’inquinamento, riduzione dei fenomeni di dissesto idrogeologico e, non da ultimo, sul piano della ‘buona’ occupazione, valorizzando i giovani competenti, ponendo fine alle logiche di sfruttamento della manodopera, specie di origine straniera, ed alle pratiche illegali connesse alla gestione dei contributi pensionistici in agricoltura. In tal senso, per approfondire i processi in atto nell’intera area, occorre verificare la possibilità di creare un Osservatorio permanente sull’evoluzione dei nuovi processi in atto nel comparto agricolo, da allocare presso l'Azienda regionale ‘Improsta’, dove è custodito il germoplasma vegetale e orticolo dell’intero Mezzogiorno d’Italia. Un patrimonio inestimabile che va valorizzato e non disperso, specie a vantaggio delle giovani imprese agricole, per le quali, tra l’altro, sono già in essere importanti esperienze di ‘acceleratori’ per imprese ‘start up’, già in fase più avanzata dei processi produttivi, che vanno sostenute anche in rapporto alla necessità di qualificare la presenza di imprese in linea con le vocazioni territoriali nelle aree destinate ad insediamenti produttivi. Una riflessione a parte merita la questione delle ‘serre’ che proliferano senza sosta, ben visibili ormai a ridosso del centro cittadino. Oltre al danno paesaggistico che può osservarsi affacciandosi sulla piana dalle nostre colline, arrestare lo sfruttamento intensivo dei terreni deve essere un obiettivo centrale nei prossimi anni. Non si tratta di porre in essere un atteggiamento punitivo nei confronti delle grandi aziende agricole, spesso di proprietà di multinazionali che generano profitto sul nostro territorio senza un sistema fiscale che equamente restituisca le risorse lì dove si producono, bensì di avviare una proficua discussione per comprendere in che misura questa agricoltura deve convivere con le nostre tradizioni, salvaguardando una biodiversità che era caratteristica distintiva della piana del Sele a livello regionale e nazionale. Il mercato della IV gamma, infatti, produce un fatturato annuo di diverse centinaia di milioni di euro, eppure ben poco di queste ingenti risorse vanno a beneficio della nostra comunità. Un’alleanza con i produttori per ridurre drasticamente gli effetti negativi sull’aria e sul terreno di questa pratica agricola è nel comune interesse, per salvaguardare l’ambiente e non depauperare irrimediabilmente la risorsa che genera questo valore.
Anche in questo caso la ricerca scientifica e tecnica sta facendo passi avanti; bisogna prestare molta attenzione alle innovazioni che vanno in direzione della sostenibilità dei processi produttivi che potrebbero generare nuove opportunità in altre zone d’Italia e del mondo, lasciando a noi un territorio ‘sfruttato’ e improduttivo. Sotto altro profilo, occorre indagare la possibilità di recuperare l’importante patrimonio edilizio rurale del nostro territorio che ha esempi di grande rilievo proprio in alcune delle aziende agricole vocate alla IV gamma: un patrimonio oggi lasciato colpevolmente all’incuria del tempo che, al contrario, deve essere recuperato alla fruizione turistica e commerciale, aprendo concrete possibilità di impiego di nuove professionalità locali. Per altro verso, le infrastrutture produttive e per la logistica a sostegno del comparto agricolo e zootecnico, da un lato, ed i servizi del terziario avanzato (per la promozione, la commercializzazione e l’internazionalizzazione del sistema produttivo), dall’altro, dovrebbero essere pensati in risposta ad un nuovo modello produttivo, guardando al futuro del settore agricolo.
In questo contesto, è molto positiva anche la notizia di un finanziamento di 65 milioni di euro per la ZES di Battipaglia, il cui perimetro comprende la zona industriale di Battipaglia, ma inspiegabilmente non quella di Eboli. Il finanziamento dovrebbe prevedere la nascita di un interporto agroalimentare e di un nuovo svincolo autostradale ed il miglioramento della viabilità ordinaria esistente.
Le imprese insediate o che si insedieranno nelle ZES, come noto, godranno di enormi benefici, in specie sotto forma di incentivi e sconti fiscali. Occorre battersi per l’inclusione della nostra area industriale nella ZES, anche per aprire uno spazio di confronto con gli imprenditori vessati da vertenze legali frutto di scelte sbagliate e sinergicamente lavorare per qualificare l’area PIP con servizi adeguati, a partire dalla fornitura di acqua potabile.
L’area industriale deve essere un motore produttivo in linea con la vocazione del territorio va posto un limite all’insediamento di ditte di autotrasporto – espressione della dinamicità imprenditoriale della piana del Sele e luogo di insediamento di imprese green ed ecologiche cui va offerto un servizio di accelerazione per ampliare la gamma dei prodotti e conquistare nuove nicchie di mercato. Le risorse finanziarie del Ricovery Found, i fondi UE del PSR Campania 2021-2027 ed il programma Agricoltura 4.0 rappresentano già una grande opportunità di investimenti pubblici e privati per la piana del Sele; le compensazioni ambientali per l’allocazione della stazione di conversione di Terna nel nostro territorio, di cui con urgenza si dovrebbe discutere, possono essere dedicate in modo esclusivo al risanamento di tutti i corpi idrici e del sottosuolo, al completamento delle reti, all’autosufficienza energetica del sistema produttivo agricolo e dell’agroindustria con fonti rinnovabili, al monitoraggio degli impatti ambientali, all’offerta di servizi del terziario avanzato al sistema produttivo locale.

Gestione rifiuti
  • Porre in essere ogni iniziativa per la revisione e l’ammodernamento dell’impianto di compostaggio e, insieme al Comune di Battipaglia, ottenere l’adeguamento tecnico dello STIR, così da eliminare le attuali esalazioni maleodoranti, a tutela della salute dei cittadini di Eboli e della salubrità dei luoghi.
  • Favorire, con gli enti preposti, una pianificazione efficace in un contesto decisionale idoneo in cui si riesca a progettare, finanziare e attuare un sistema integrato di gestione dei rifiuti: una rete logistica e industriale completa e tecnologicamente avanzata, dedicata ad ottimizzare il recupero, della più ampia tipologia di rifiuti, di materia ed energia.
    Contribuire a superare le attuali difficoltà della Regione, che presenta le sue maggiori carenze impiantistiche nella chiusura del ciclo con elevati costi di trasferimenti intermedi e di trasporto fuori regione e fuori Italia (Olanda).
  • Prevedere un sistema di sorveglianza e controllo di tutti gli impianti privati di trattamento dei rifiuti che incidono sul nostro territorio, come pure degli scarichi delle acque reflue urbane e degli allevamenti di bestiame, in modo da prevenire ed eliminare ogni forma di inquinamento.
L'acqua bene comune
  • Infrastrutture Idriche: un patrimonio comune.
    Scarsità di acqua dolce, periodi siccitosi sempre più frequenti, deterioramento degli ecosistemi dovuto allo sfruttamento e all’inquinamento, eventi meteorologici estremi sono fenomeni purtroppo evidenti e difficilmente negabili: in questo senso occorre acquisire una maggiore consapevolezza della fragilità delle risorse idriche e degli ecosistemi esistenti ed avviare un nuovo ed attivo confronto con gli Enti Territoriali delegati, in primis ASIS e Consorzio di Bonifica Destra Sele.
  • Contratto di fiume.
    Assicurare una partecipazione attiva del Comune di Eboli all’attività dell’Ente Riserve Naturali “Foce Sele Tanagro” e “Monti Eremita Marzano” nella definizione del Documento Strategico del Contratto di Fiume Sele-Tanagro-Calore Salernitano, in conformità alle Linee Guida approvate con delibera di Giunta Regionale n. 314 del 9.7.2019, con condivisione degli argomenti ed attività ad oggi emersi, quali:
    ✓ La Gestione integrata della risorsa idrica e del rischio idrogeologico e manutenzione conservativa del territorio;
    ✓ Lo Sviluppo sostenibile del settore agricolo/zootecnico e valorizzazione delle filiere agroalimentari; Lo Sviluppo di misure per il rilancio economico e sociale del territorio attraverso azioni integrate improntate sul recupero e valorizzazione dei beni paesaggistici, architettonici e culturali e del settore del turismo ecologico.
  • Ripresa di un confronto attivo con la Provincia di Salerno, la Regione Campania e le Associazioni Ambientaliste in merito al Grande Progetto “Interventi di difesa e ripascimento del litorale del Golfo di Salerno” (importo complessivo di € 70 mln approvato con deliberazione n. 122 del 28/03/2011), progetto considerato strategico ed indifferibile visti gli scenari di ulteriore degrado e dissesto del nostro litorale, che sconta però gravi ritardi che ne rendono incerta la realizzazione alla luce delle prescrizioni dettate dalla Commissione VIA-VAS, che prevedono la realizzazione dell’opera in due stralci funzionali, dovendosi provvedere preliminarmente alla realizzazione delle opere previste tra la foce del fiume Picentino e il litorale Magazzeno e, successivamente, sulla base delle risultanze congiunte dei rilievi ondametrici e del monitoraggio dell’andamento della linea di riva, al completamento del Grande Progetto con il secondo stralcio funzionale, che comprende il litorale ebolitano.
Sicurezza

Proponiamo di:

  • Revisionare le funzionalità dell’impianto di videosorveglianza in modo che i punti strategici del territorio comunale siano sorvegliati h/24.
  • Richiedere il potenziamento delle forze dell’ordine sul territorio, anche con reparti anticrimine, per contrastare con efficacia azioni criminose, sempre più frequenti nel nostro Comune, come furti nelle abitazioni e nelle aziende, spaccio di sostanze stupefacenti, scippi e rapine.
  • Implementare subito la pianta organica dei vigili urbani.
  • Eliminare il fenomeno della prostituzione sulla strada litoranea.
  • Salvaguardare l’istituzione del Giudice di Pace di Eboli, che svolge una funzione giurisdizionale importante per il nostro territorio, nonché fonte di prestigio e ricchezza per la nostra città.
  • Affrontare con vigore la microcriminalità anche nell’ambito sociale con l’istituzione di laboratori e progetti in collaborazione con scuole, oratori, associazioni che permettano il recupero dei giovani dalle devianze a cui spesso sono esposti.
Politiche giovanili
``Da Eboli a Eboli – Costruttori d’avvenire``

Proponiamo di:

  • Assicurare formazione professionale e cantiere giovani.
  • Creare spazi di aggregazione.
  • Ideare forum dei giovani.
  • Valorizzare le professionalità e istituire incontri periodici con giovani diplomati e laureati per realizzare il Cantiere dello Sviluppo “Eboli verso il 2030”.
  • Realizzare dei collegamenti con l’Università di Salerno, attraverso il potenziamento dei servizi di trasporto tra la città e l’università.
Struttura amministrativa comunale e digitalizzazione dei servizi

Nel momento in cui l’Italia ha definito il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) diventa cruciale, anche per il nostro Comune, disporre di progetti di investimento credibili e coerenti con il territorio e le indicazioni dell’Unione Europea, ma anche di una mappatura della sua efficienza, integrità e trasparenza nel momento in cui sarà chiamato a realizzarli.

Proponiamo di:

  • Realizzare un piano di assunzioni per un programma di rafforzamento della capacità amministrativa che sia in linea con gli indicatori economico-finanziari di analisi del Rating Pubblico quali il bilancio e la capacità di spesa, la governance, la gestione del personale, i servizi, gli appalti, l’impatto ambientale.
  • Completare la Digitalizzazione dei servizi, attuando le direttive dell’agenda digitale italiana, per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Agenda Europea.
  • Istituire specifico UFFICIO PROGETTAZIONE UE e proporre ai Comuni del Sistema Territoriale Rurale 24 “Piana del Sele” la costituzione di un “Ufficio di Coordinamento Intercomunale sulle Politiche Europee per lo sviluppo infrastrutturale del territorio”.
Turismo
LA CITTA’ DEL TURISMO DI QUALITÀ

Proponiamo di:

I processi di valorizzazione del patrimonio storico-culturale ed ambientale di Eboli, unitamente alla gastronomia, hanno reso evidente anche ai più scettici che Eboli può e deve puntare sul turismo per creare ricchezza ed aumentare l’occupazione. Operazione complessa, se sol si consideri che il successo del settore turistico è soggetto alle scelte dei singoli operatori che erogano servizi di accoglienza, informazione, ristorazione, trasporto, intrattenimento, etc. Un’esperienza di soggiorno positiva può andare in fumo e generare una pessima reputazione ‘sociale’ per la disattenzione anche solo di un operatore della filiera.

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E tuttavia, Eboli negli ultimi anni ha iniziato ad essere ‘riconosciuta’ nel mercato turistico di prossimità come meta di destinazione. Il Centro Antico Il Centro Antico, ad esempio, viene percepito, almeno a livello provinciale, come un piccolo polo di tipicità e tradizione, grazie ai servizi di alloggio e somministrazione che nel corso degli anni sono stati avviati, più che per la presenza di beni storici e culturali di grande rilievo e di un Museo Archeologico Nazionale. La strada da percorrere per realizzare un ‘prodotto’ turistico maturo è ancora lunga, ma il seme è stato piantato ed ha iniziato a produrre i suoi frutti. Si tratta ora di agevolare e incentivare i processi spontanei degli operatori privati ed investire risorse pubbliche per creare un modello di offerta ben organizzato e adeguatamente promosso. Tralasciando le considerazioni sull’impatto del COVID-19 sul mercato turistico e le esigenze degli abitanti di questa porzione della nostra città, per le quali si rinvia a quanto precedentemente descritto, qui è utile soffermarsi sull’esigenza di razionalizzare gli sforzi, pianificare le azioni e coordinarne l’attuazione. Il protagonismo imprenditoriale ed associativo, ad esempio, si manifesta con un’offerta variegata di prodotti e servizi che, in diverse occasioni, incontrano i nuovi gusti del turista moderno, sempre più alla ricerca di ‘esperienze’ e cose da fare, piuttosto che di soggiorni rilassanti. Tale tendenza va sostenuta e accompagnata verso la strutturazione di un’offerta sempre più competitiva ed in linea con il mercato che incroci i nuovi turismi, con una forte segmentazione dei target e la creazione (o il potenziamento) di prodotti specifici. Le nostre colline che circondano il centro antico, nel territorio del Parco Regionale dei Monti Picentini, rappresentano anch’esse una grande opportunità per il turismo ambientale e sportivo, quest’ultimo in forte crescita. Anche in questo caso occorre razionalizzare l’offerta e governare la fruizione. Si pensi alla rete dei sentieri, da fruirsi a piedi o in bicicletta ove possibile, partendo da quello più promosso dell’Ermice, al Parco urbano di San Donato da riqualificare e gestire con servizi adeguati alle richieste del mercato, ai necessari collegamenti con il centro antico ed i vicini borghi dei paesi limitrofi. Ma c’è un ulteriore filone da perseguire, nel rapporto con le colline retrostanti, ed attiene al nesso tra le produzioni agricole collinari, da incentivare, e le funzioni produttive artigianali da reinsediare in loco (se la vite si coltiva in collina, nel centro antico potrà realizzarsi una ‘cantina’?). Ciò avveniva un tempo, ora si tratta di recuperare anche questa tradizione per le ovvie positive ricadute che puoi ben immaginare. Abbiamo 11 ettari di terreni collinari de ‘L’Orientale’, dovremmo lavorare ad una sperimentazione di un nuovo modello produttivo sostenibile che integri produzione, piccola trasformazione e somministrazione per fare di Eboli un punto di riferimento della tipicità e della qualità.
Tenuto conto dei beni e delle risorse esistenti, nonché dello spontaneismo locale, si pone con urgenza il tema generale del coordinamento dei processi di offerta e di erogazione dei servizi e della loro promozione e commercializzazione sistemica, da inquadrarsi in una regia unica che tenga conto anche delle condizioni di accessibilità e fruibilità dei luoghi. In tale senso è opportuno creare ex novo un soggetto privatistico (una Fondazione, ad esempio) che svolga tale funzione, o potenziare gli uffici pubblici esistenti creando un polo culturale pubblico che assolva al ruolo con risorse finanziarie e personale adeguato. La fascia costiera Lo sviluppo della marina di Eboli è un tema complesso, sotto il profilo urbanistico, oltre che ambientale. Esso sconta ritardi e responsabilità equamente condivise dalle Amministrazioni comunali e degli Enti sovraordinati che negli anni si sono succeduti. Prostituzione, furti, rapine, spaccio di droga, sono all’ordine del giorno.
A farne le spese imprenditori e cittadini, residenti o avventori stagionali, costretti a fare i conti con il degrado e la criminalità dilagante. La sfiducia che si possa invertire la rotta è largamente diffusa e del tutto giustificata, specie se continuerà a dibattersi di proposte demagogiche e soluzioni estemporanee senza una visione complessiva di breve, medio e lungo periodo.
Operazione difficile, ma non impossibile, per la complessità delle variabili in gioco che richiedono competenza, esperienza e misure realistiche, distinguendo il piano urbanistico, che sostanzialmente interessa il territorio a monte della strada litoranea, da quello ambientale che interessa il Sele, la fascia pinetata e l’arenile.
Da subito, il controllo del territorio e la repressione degli illeciti sono strade urgenti ed obbligate che richiedono un rafforzamento della forze di sicurezza, soprattutto per garantire una migliore vivibilità per i residenti. E tuttavia non può esserci sicurezza senza un progetto di sviluppo che esalti la vocazione turistica dell’area.
Per la fascia pinetata e l’arenile occorre trasformare i vincoli ambientali in opportunità, facendo tesoro di quanto sinora realizzato dai presidi esistenti: Oasi Legambiente, Associazione Amici del Mare (che pratica sport tutto l’anno in pineta), Casina Rossa, in via di rilancio grazie all’Ente Riserva Foce Sele Tanagro che intende fare un Centro di Educazione Ambientale, le Fattorie didattiche, sociali ed ambientali esistenti, per costruire intorno a queste esperienze un nuovo modello di fruizione sostenibile ed alimentare nuovi presidi.
Occorre rilanciare il dialogo con gli stabilimenti balneari, per migliorare la fruizione della pineta e presidiarla tutto l’anno, ed aprire un confronto con il Campolongo Hospital, per comprendere in che misura è possibile avviare una sinergia che produca anche benefici pubblici.
Proprio la diversificazione dell’offerta di servizi, realizzata da alcuni stabilimenti balneari e da fattorie didattiche che operano in zona, dimostra che l’impresa che punta sulla creatività e l’innovazione può prosperare anche in un’area sensibile.
Queste esperienze positive vanno da subito sostenute e incentivate per puntare ad un turismo, anche destagionalizzato, che coniughi sostenibilità ambientale, fruizione del mare, servizi didattici e per il tempo libero.
Nel contempo occorre puntare ad aumentare gli spazi gestiti e controllati con la concessione di chioschi e nuovi servizi da affidare prevalentemente ai giovani: le buone pratiche in questa direzione, nazionali ed internazionali, sono molte e ormai consolidate.
Nel medio periodo, invece, occorre approfondire interventi di trasformazione dello spazio compreso tra l’arenile e la pineta di vicine località turistiche, con pedonalizzazione del fronte mare, raddoppio degli spartifuoco e nuove aree di sosta, per comprenderne utilità ed adattabilità al nostro contesto.
Ciò senza tralasciare la programmazione di interventi a tutela del fiume Sele per il quale occorre insistere per il disinquinamento e contestualmente ragionare della sua piena fruizione, tanto degli argini quanto dello specchio d’acqua, anche verificando nuovamente l’ipotesi di un approdo per i diportisti alla foce o nei pressi. Il Contratto di Fiume promosso all’Ente Riserva Foce Sele Tanagro, in tal senso, rappresenta un valido strumento su cui concentrarsi per coglierne le opportunità di accesso ai finanziamenti che saranno a breve disponibili.
Quanto allo sviluppo del territorio a monte della strada litoranea, lo sviluppo dell’aeroporto Costa d’Amalfi ed il completamento del depuratore di Coda di Volpe costituiscono la principale leva per attrarre nuovi investimenti, a patto però di ripensare totalmente la pianificazione per creare le condizioni favorevoli per gli operatori turistico-ricettivi.
In tal senso, la pianificazione a monte della strada è sostanzialmente da ripensare per agevolare gli insediamenti ricettivi, anche alla luce dello sviluppo dell’aeroporto Costa d’Amalfi, governando le legittime aspettative dei proprietari dei terreni.
Aver ingessato il territorio con una norma rigida ha infatti prodotto rendite di posizione e mortificato l’iniziativa privata, lasciando irrisolta la necessità di realizzare le reti infrastrutturali a servizio di tutta la comunità.
Una volta determinato il carico urbanistico complessivo ed il fabbisogno delle principali infrastrutture e dei servizi, che spetta prioritariamente al Comune realizzare, è indispensabile una norma flessibile che consenta ampi margini di manovra ai potenziali investitori nella scelta delle tipologie di insediamento (strutture alberghiere, extra-alberghiere, residence, villaggi, parchi tematici, etc.), con possibilità di recupero e ampliamento di edifici esistenti, abbattimento e ricostruzione, nuova edificazione.
Stimolare la domanda di investimenti locali deve essere il primo obiettivo per riqualificare una parte del tessuto edilizio esistente. Ogni trasformazione edilizia porterà con sé urbanizzazioni primarie e secondarie e nuova occupazione, migliorando il contesto per attrarre rilevanti investimenti turistico-ricettivi.
Obiettivo realistico, ma solo nel lungo periodo.
Il preliminare di PUC, in avanzata fase di progettazione, dovrà rispondere a questi canoni se non si vuol ripetere gli errori già commessi in passato.
Programmare e progettare gli interventi secondo la logica sopra esposta, rispettandone i tempi di realizzazione, è l’unica strada percorribile per porsi l’obiettivo ambizioso, ma non irrealistico, di una Bandiera Blu, entro i prossimi dieci anni, anche per la nostra marina.

Cultura ed eventi
Politiche culturali per Eboli

Proponiamo di:

la cultura ha la sua radice linguistica nel coltivare, e le politiche culturali devono coinvolgere un’ampia gamma di settori. È necessario imprimere all’azione amministrativa un cambio di rotta repentino ed efficace rispetto al passato, sia quello recente che quello meno lontano. Le politiche culturali devono riprendere il ruolo di faro, la funzione di conduzione che gli è proprio.
Negli ultimi anni la parola cultura è stata legata quasi esclusivamente ad azioni effimere e senza alcuna ricaduta sulla città e sui cittadini, né sul lungo, né sul medio, ma nemmeno sul breve termine. L’unico periodo interessato è stato l’immediato, nell’ottica del ‘tutto e subito’ che è indice, naturalmente, di una palese inadeguatezza di professionalità e strumenti adottati.

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Il motivo per cui si è giunti a tutto questo è molto semplice. È un problema di forma e di sostanza. La parola cultura è diventata sinonimo imbellettato di intrattenimento. Questo non vuol dire che sia da condannare o eliminare l’entairtenement, ma è evidente che la forma non è quella giusta. Si è anche pensato che queste forme di cultura-intrattenimento potessero azionare processi virtuosi nel campo del turismo: altro errore. Ma in questo caso si tratta di un errore di sostanza. I numeri e i risultati hanno dimostrato che senza programmazione, senza studio, tutti i soldi spesi nel capitolo cultura diventano un buco nero, un conto a perdere.
Il principio fondamentale è che le politiche culturali devono portare valore aggiunto, per i cittadini e per la città. E’ inutile rincorrere l’effetto immediato e rendersi conto che la cultura produce effetti stabili nel medio-lungo termine.

POLITICHE CULTURALI – Eventi possibili

Sulle politiche Culturali discontinuità con il passato, evitando una programmazione fatta di tanti mini eventi e feste di bassa qualità. Idee programmatiche quinquennali legate a identità del territorio e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico della città di Eboli sostenendo le Pro Loco, le altre associazioni ed enti promotori con un affiancamento da parte dell’assessorato alla cultura sui contenuti e sulla ricerca fondi. Monitoraggio puntuale sulla gestione sia contabile che artistica del Palasele con lo scopo di dialogare con i partner e creare una ricaduta fattiva e non di passaggio sul nostro paese. Un piano guida dell’assessorato alle politiche culturali che insieme agli operatori del settore della città possa proporre una base solida programmatica con lo scopo di creare una realtà coesa e propositiva per la città.
La preventiva pianificazione e la proposta ambiziosa degli eventi condurrà l’amministrazione comunale a chiudere importanti partnership con il Ministero delle politiche culturali , la Regione Campania , Fondazioni Bancarie e sponsor privati. E’ impensabile infatti pensare che un’intera programmazione proiettata nel futuro possa reggersi solo su fondi comunali.
L’attività eventistica non racchiude in toto tutto il comparto legato al mondo culturale di una città ricca di storia e tradizioni come Eboli, ma rappresenta un dato importantissimo che è il dichiararsi al mondo su come si è . Un chiaro modo di comunicare in modo autentico la bellezza del territorio e la storia Ebolitana.

1. Vissi d’arte

Questa rassegna ritorna dopo anni di stop ma con nuova veste. Non piu’ un concorso lirico per giovani talenti ma un evento dedicato alla musica classica distribuito su otto fine settimana . Ogni anno si avrà un tema legato ad un compositore del passato che verrà approfondito attraverso sedici concerti , tre incontri e un laboratorio davvero innovativo per i ragazzi : Laboratorio didattico sperimentale sulla direzione d’orchestra Dieci piccoli aspiranti direttori e un’orchestra filarmonica con 50 elementi a loro completa disposizione. Questo è il primo laboratorio didattico musicale che trasforma i bambini in veri direttori d’orchestra. Un’esperienza mai provata prima e un’occasione unica per scoprire che crescere è anche imparare a comunicare con gli altri. Piccoli direttori – comunicare con il suono – è un laboratorio didattico musicale ispirato ad Arturo Toscanini, uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutti i tempi. Vissi d’arte si svolgerà nelle chiese del centro storico che rappresentano un patrimonio di inestimabile valore e quindi location perfette per i concerti di musica classica – sinfonica. La rassegna inizierà nella Chiesa di San Francesco ai primi di gennaio e terminerà a fine Febbraio nella basilica di San Pietro alli Marmi.

2- Eboli Teatro e Cinema

Una città come Eboli non puo’ pensare di avere un futuro senza un’ambiziosa programmazione culturale. Il Teatro attraverso le sue varie declinazioni rappresenta da sempre la base identitaria di un paese. Storicamente diverse associazioni ebolitane hanno portato avanti questa tradizione anche nei momenti piu’ bui della città . Si inzierà con una stagione di prosa al Cinema Italia unita ad una programmazione di Teatro Canzone legata alla presenza di cantautori italiani e stranieri di assoluto valore . Si proseguirà in estate con la commedia presso l’arena S.Antonio e con una rassegna di Teatro off presso il Moa. Si concluderà nelle feste natalizie con degli appuntamenti dedicati ad Eduardo De Filippo . Per quel che riguarda il cinema pianificazione di 2 rassegne d’essai : una in inverno presso il Cinema Italia e l’altra in estate presso il cortile delle scuole in Piazza della Repubblica. Le diverse associazioni che hanno operato nel mondo teatrale in questi anni continueranno ad essere indipendenti . Si cercherà di produrre un lavoro di squadra con l’assessorato alla cultura nella pianificazione programmatica puntuale con l’obiettivo di poter comunicare con largo anticipo le diverse rassegne che avranno come ombrello la sezione “Eboli Teatro e Cinema”.

3- Evoli Jazz

Investire risorse sulla musica jazz significa aprire la città di Eboli ad un mondo difficile da intercettare ma che una volta fidelizzato segue con passione e assiduità la proposta musicale per gli anni a seguire. Il centro storico rappresenta un palcoscenico naturale dove poter accogliere migliaia di spettatori in diverse piazzette , vicoli , slarghi e locali. Naturalmente in questa tre giorni di maggio tutto l’abitato sarà un’enorme isola pedonale dove poter godere di bellezza e musica in piena libertà . L’obiettivo è , dopo le prime edizioni di migliorare sempre piu’ la proposta qualitativa degli artisti per attrarre di conseguenza un pubblico extra regionale che possa soggiornare nella nostra città per diversi giorni.

4- Spacecraft Festival

Il Palasele per un week and diventa una navicella spaziale che farà approdare a Eboli il meglio della musica rock ed elettronica internazionale . Un progetto molto ambizioso che vuole proporre un evento musicale fuori dal coro per soddisfare il numeroso pubblico non solo locale per troppo tempo a digiuno di eventi di spessore internazionale. La proposta artistica che sarà di livello altissimo genererà un impatto molto importante sulla città in termini di presenze . Tutta Eboli sarà coinvolta , in particolare il centro storico con incontri e piccoli concerti prima e dopo i grandi eventi.

5- Sele Blues

La musica del diavolo affonda le sue radici lungo il Sele con 3 week and ricchissimi pensati per riscoprire in convivialità e naturalezza un patrimonio unico come il Sele. Tre tappe in risalita lungo tutto il territorio ebolitano, da Foce Sele all’Oasi di Persano in collaborazione con i comuni vicini Capaccio, Serre e Campagna. La “musica delle radici” americana nasce con lo scopo di ricreare le tipiche atmosfere di inizio Novecento. Allora nelle aie contadine del Sud degli Stati Uniti , il lungo il grande fiume Mississipi , le persone si riunivano per mangiare, cantare e ballare in amicizia, tutti insieme, pubblico e artisti. Mentre il Sele scorre placido, musica e cibo genuino, contribuiranno a rendere le giornate quanto più possibile piacevoli. Oltre a trovare spazio nelle corti agricole, gli eventi (tutti ad ingresso gratuito con inizio alle 18) si terranno in altre ambientazioni suggestive, come piazze e aree naturalistiche situate lungo il Sele.

6- Bordersciò

Piazza Porta Dogana è, storicamente, un luogo simbolo per la comunità di Eboli. Un crocevia di rotte ed incontri, di interazioni e contaminazioni. Un passaggio Est-Ovest, teatro di vita pulsante ed osservatorio privilegiato della civilità in movimento. Piazza Porta Dogana è, forse, il cuore del centro storico, simbolo della storia della città di Eboli, tappa obbligata per chi, in altre epoche, doveva pagare dazio. Intorno, un dedalo di vicoli, palazzi di famiglie nobili e case del popolo, qualche ferita inferta dal sisma del 1980, una infinità di vite e di storie che si perdono nella memoria. La dogana è, per antonomasia, luogo di confine, "border", che è, al contempo, limite e ponte, in quanto spazio condiviso. In questo tempo, il concetto di confine, di barriera è al centro dell'interesse nazionale ed internazionale. E' argomento di dibattito quotidiano e di confronto tra chi vorrebbe eliminare le separazioni , nell'ottica di una Umanità unita e solidale, e chi, invece, erige muri, ideali e non, a difesa delle proprie identità e ad esclusione dell'Altro. Ecco perchè il concetto di "border" è, oggi, particolarmente significativo. Porta Dogana è il luogo simbolo, in questo senso, della città di Eboli. Da queste riflessioni, nasce "Bordersciò", occasione di incontro e confronto, di unità ed abbattimento di barriere, in cui la comunità ebolitana, ma anche i viandanti di passaggio, possano rifocillare lo spirito, e non soltanto. La comunità ebolitana, dopo anni di silenzio, si ritrova intorno al concetto di frontiera, nel luogo che più lo rappresenta, grazie alla musica, che è, notoriamene, linguaggio universale ed interculturale. Musica di frontiera, suoni mediterranei e pura musica popolare, dialogo tra tradizione e contemporaneità.

7- Disorder Fest

Festival ormai storico e di rilievo nazionale . I ragazzi di Macrostudio meritano un posto di prim’ordine nella programmazione delle attività culturali del Comune di Eboli. Negli anni , con tantissimo sacrificio e competenza hanno saputo costruire una realtà molto rispettata dal pubblico e dagli addetti ai lavori. Direzione artistica coraggiosa e innovativa che dalla precarietà delle risorse ha saputo tirar fuori edizioni di tutto rispetto con il meglio della scena emergente indie.

8- Il brand “Cristo si è fermato a Eboli”. Concorso di idee.

L’importanza del tema impone alla futura amministrazione di raccogliere intorno ad un progetto condiviso le migliori energie ed esperienze del territorio, sul percorso culturale già tracciato dalla “Fondazione Luigi Gaeta” con le sue tante iniziative sul tema. La Città di Eboli dovrà essere motore propulsore delle attività legate allo scrittore Carlo Levi con rinnovato attivismo. L’immagine letteraria donataci da Carlo Levi, dovrà riportare l’attenzione sulla nostra Città facendone il centro di iniziative appropriate, riconoscendo ruoli e meriti a chi ha già maturato esperienze sul campo, ed aprendosi a innovative. Immaginare il futuro di Eboli legato ad un brand conosciuto nel mondo richiederà un concorso di idee e capacità fuori dagli schemi tradizionali. Eventi ed iniziative dovranno essere studiati e programmati con professionalità e fantasia. Il coinvolgimento dei comuni della nostra area vasta dovrà essere un obbiettivo per abbattere confini ed ampliare gli orizzonti. L’idea principale è quella di seguire il filo conduttore della ricerca giornalistica e letteraria connessa all’impegno sulle tematiche per il Mezzogiorno d’Italia. Un evento specifico potrebbe essere anche un momento di riflessione sulla buona politica con l’invito di amministratori, scrittori, giornalisti di livello internazionale, imprenditori, intellettuali di ogni professione, per far diventare negli anni Eboli un laboratorio di idee per tutto il mezzogiorno d’Italia e non solo. Le location degli eventi da programmare dovranno coinvolgere tutto il territorio, dal Centro storico al Centro urbano, alle periferie.

9- Le notti dello Scorzamauriello

L’evento autunnale molto atteso , organizzato dalle tavole del borgo è un appuntamento fisso della città . Un cambio di passo sulla comunicazione , una direzione artistica sugli spettacoli piu’ coerente con il tema , una scelta culinaria sempre piu’ legata al territorio e alle materie eccellenti saranno le linee guida per far decollare questo evento dai potenziali altissimi. Investimenti per ospitare chef rinomati per instaurare un rapporto con la stampa di settore nazionale e internazionale. Maggiore attenzione a quello che succede fuori dai ristoranti con piccoli concerti, installazioni a tema , seminari e momenti di riflessione su usanze popolari e magia.

10- Berniero

Berniero per tre edizioni ha rievocato la figura di San Berniero, copatrono di Eboli , in modo innovativo e con risultati importanti. Dalla prima edizione questa manifestazione legata alla terra e alla sacralità si è distinta sulla proposta artistica di altissimo livello e su tematiche spirituali di rielivo che hanno sancito da subito un forte legame con un pubblico numeroso , curioso e consapevole. In sole tre edizioni sono stati ospiti di Berniero : Vinicio Capossela , Radiodervish , Ascanio Celestini , Erri De Luca , Franco Arminio.

Fattibilità.

La storia e la tradizione Ebolitana meritano una programmazione di eventi di rilievo con lo scopo di far crescere in modo armonico tutto il comparto per una crescita del territorio e degli eventi stessi. Per prima cosa , dopo aver stabilito il piano programmatico degli eventi annuale l’assessore alla cultura con il supporto del Sindaco si muoverà per tempo alla ricerca fondi ( sponsor privati e contributi pubblici ). Non ci si muoverà quindi evento per evento ma tutelando l’intera programmazione annuale e chi investirà su Eboli sarà presente con il proprio marchio su tutti gli eventi del Comune. Si aprirà un conto dedicato “Eboli Eventi” in cui confluiranno tutte le risorse reperite : sponsor privati, fondazioni bancarie e contributi pubblici.

  • Valorizzare il Museo Archeologico e sostenere il M.O.A., prevedendo l’implementazione di collegamenti sinergici con le altre strutture della provincia per la creazione di un circuito museale integrato.
  • Destinare il complesso monumentale S. Antonio a Casa della Cultura, come segno dei grandi personaggi che hanno dato lustro alla nostra città: da Pietro da Eboli a Prospero Caravita, da Matteo Ripa a Giacinto Romano.
  • Promuovere il rapporto fra Comune e associazioni del territorio, le Pro Loco e le loro articolazioni provinciali, in applicazione della normativa regionale in materia, per ottenere e utilizzare al meglio i fondi stanziati dalla Regione.
  • Costituire, in questa ottica, intese con associazioni e fondazioni già operanti sul territorio, per mobilitare tutti i soggetti istituzionali e privati, con l’obbiettivo di porre Eboli alla ribalta nazionale ed europea.